COMUNICATO STAMPA
Roma – In Italia oltre 100.000 ettari di boschi sono stati distrutti da incendi di grave portata i quali hanno caratterizzato questa drammatica estate 2021, interi ecosistemi sono stati cancellati. Le regioni più colpite sono state la Sardegna, la Sicilia, l’Abruzzo, l’Umbria, il Lazio, la Puglia, il Molise, la Basilicata e la Calabria; le fiamme stato favorito da un mix di combinazioni rivelatosi micidiale: dall’incuria dei territori per la mancanza spesso di regolamenti locali, dalle alte temperature dei tragici cambiamenti climatici oltre i 40 gradi ed infine dalla mano dell’uomo con la sua folle piromania che volge ad inaudite speculazioni. Danni ingenti ancora da quantificare alle persone, alle cose, alla flora ed alla fauna, ci sono state anche due vittime. Da una prima analisi oltre 20 milioni di animali sono arsi vivi nei roghi. L’esercizio delle attività venatorie a carico di molte specie animali possono rappresentare un ulteriore motivo di aggravamento delle condizioni demografiche delle popolazioni interessate, già a forte rischio di estinzione non solo nelle aree percorse dagli incendi, ma anche nei settori limitrofi e interclusi. Noi riteniamo opportuno che le Amministrazioni Regionali competenti dovrebbero attivare specifiche iniziative di monitoraggio soprattutto a carico delle popolazioni di fauna selvatica stanziale o nidificante, potenzialmente oggetto di prelievo venatorio, assumendo di conseguenza eventuali misure di limitazione del prelievo stesso. In particolare dovrebbero essere emanati adeguati provvedimenti affinché il divieto di caccia nelle aree forestali incendiate (come già previsto dalla Legge 353/2000, art. 10, comma 1 per le sole aree boscate) sia esteso almeno per parecchi anni a tutte le aree percorse dal fuoco (cespuglietti, praterie naturali e seminaturali, ecc.), nonché ad una fascia contigua alle aree medesime, le cui dimensioni debbono essere stabilite caso per caso in funzione delle superfici incendiate, della loro distribuzione e delle caratteristiche ambientali delle aree circostanti, come suggerito dall’ISPRASS in quanto strategie di conservazione e gestione del patrimonio faunistico nazionale e della mitigazione impatti ambientali eccezionali. Il nostro appello alla sensibilità del Governatore d’Italia e dei Governatori Regionali, è quello di riforestare nell’immediato i territori distrutti dagli incendi e di sospendere la caccia per un lungo periodo da definire, nelle more di avere una precisa contezza dei danni provocati a persone e cose ed a flora e fauna, sperando che comprendano cosa sta accadendo e che non si può più aspettare” dichiarano Vincenzo Galizia e Alberto Crapanzano rispettivamente Presidente nazionale e Responsabile Organizzazione del neo-movimento ecologista nazionale Più Eco Ecologisti Confederati. 

Per firmare la petizione: https://www.change.org/p/mario-draghi-aiutiamo-gli-animali-che-vivono-nei-boschi-distrutti-dai-roghi

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