COMUNICATO STAMPA

Ecologisti Confederati, unione di 40 sigle ecologiste, ambientaliste ed animaliste, invita a non firmare la petizione ‘SI al 5G’ promossa da Legambiente, fuorviante e ingannevole verso tutti i cittadini impegnati nella difesa dell’ambiente, sempre più invaso da radiofrequenze onde non ionizzanti.

Infatti, ignorando ricerche e studi in letteratura scientifica a revisione paritaria che attestano invece i gravi pericoli ecologico-ambientali e i danni per alberi, uccelli, api e insetti irradiati dall’elettrosmog, Legambiente tradisce la sua missione spingendosi a dichiarare di essere favorevole al 5G e all’installazione pianificata di nuove antenne, cioè stazioni radio base (“condividiamo la necessità di digitalizzazione del nostro Paese: la diffusione della banda ultralarga è fondamentale, sia con la fibra che con il 5G, è fondamentale per colmare questa lacuna intollerabile“), mentre in una recente intervista su La Casa del Sole TV il tecnologo ricercatore Pietro Massimiliano Bianco dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha parlato di 5G come di una vera e propria aggressione contro natura.

Cooptate strumentalmente nella petizione ‘SI al 5G’ persino le firme di medici e scienziati per la precauzione nell’evidente intento di nascondere clamorosi conflitti d’interessi, Legambiente è poi notoriamente contigua al governativo Partito Democratico, favorevole al 5G, e tra i suoi partner annovera le maggiori aziende di telecomunicazioni e 5G quali Wind, Tim e Vodafone.

Schierata invece in esclusiva difesa di salute umana e ambiente, Ecologisti Confederati guidati da Vincenzo Galizia, invita quindi ad aderire al Disconnessi Day di Domenica 1° Novembre 2020, lo sciopero digitale nazionale promosso dall’Alleanza Italiana Stop 5G che ha già raccolto e depositato al Ministero della Salute 340.000 firme di cittadini contrari alla pericolosissima sperimentazione pensata anche dallo spazio, chiedendo al Governo una moratoria sul 5G per bloccarne il progetto, in attesa dell’esito di studi indipendenti, cioè slegati dall’industria, che attestino gli effetti sanitari e ambientali del wireless di quinta generazione.

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